Il Pane e le Rose non potrebbe esistere senza la sua colonna portante: i suoi volontari!

Una squadra compatta e coesa che si impegna al massimo per garantire il funzionamento del Social Market e la realizzazione delle sue attività.
Ognuno da quello che può. In base al suo tempo e alla sua disponibilità… ma una cosa non viene mai meno: il sorriso!
A giugno abbiamo letto l’esperienza di ANNA SEVERINO, questo mese invece abbiamo chiesto ad altre due volontarie storiche di condividere il loro racconto…

Buona Lettura!

Marie FotoMarie Giscard

38 anni, Addetta alle relazioni commerciali con l’estero

Sono francese, sono arrivata in Italia a luglio 2015, e ad ottobre dello stesso anno sono entrata al Pane e le Rose. Parlavo appena italiano ma non è stato un problema per Alberto Battini e gli altri volontari. All'epoca non avevo lavoro e volevo fare qualcosa. Ho cercato un’associazione sociale su Soliera e trovato il Pane le Rose. Per me e stato una meravigliosa opportunità di integrazione. Ho scoperto un'associazione molto attiva, con un gruppo molto caloroso e tollerante, positivo e dinamico. Oggi posso dire che siamo amici.

Il Pane e le Rose aiuta delle famiglie in difficoltà e propone anche dei laboratori per tutti. Partecipiamo anche alle fiere in cui realizziamo degli oggetti con materiali di riciclo e tanta creatività. Il Pane e le Rose e i suoi volontari fanno interamente parte della mia vita in Italia, erano al mio matrimonio e sono orgogliosa di conoscerli.

Nel mondo in cui viviamo, penso che le azioni parlino più delle parole e che la solidarietà sia la migliore delle soluzione per il futuro
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Tiziana fotoTiziana Molaro

Impiegata

Ho iniziato al Pane e le Rose ormai 8 anni fa, ed è successo un po’ per caso. In quel periodo, infatti, stavo cercando la possibilità di dedicare qualche ora di tempo alla comunità e venni contattata da Alberto Battini (NDR allora responsabile del Social Market).

Il Social Market fisicamente non esisteva ancora, tant'è che per il primo colloquio ci trovammo in un bar in centro a Soliera, dove Alberto mi raccontò in dettaglio il progetto. E da quel momento faccio parte del Pane e le Rose!

Il tempo che posso dedicare è un po’ limitato ultimamente: di solito faccio un turno al mese - il sabato mattina - in cassa o all’accoglienza.

La cosa che più mi colpisce del Pane e le Rose è la dedizione che vedo nei volontari (siamo circa una trentina): molti di loro mettono a disposizione davvero tanto del loro tempo personale e delle loro capacità, nella gestione quotidiana del market e nell'organizzazione e preparazione degli eventi. Siamo un gruppo piuttosto eterogeneo, dove ciascuno porta una competenza, un punto di vista, un'abilità che si stanno rivelando sempre più preziose nell’insieme.

Negli anni si sono accumulati tanti bei ricordi. Uno in particolare risale a qualche tempo fa. Ero in turno alla cassa e, in quel momento, c'era solo un ragazzo che stava finendo la spesa. Arriva in cassa e, con la voce emozionata, ci dice quanto è riconoscente per quello che facciamo, e che gli stiamo dando un gran bell'aiuto in un periodo molto complicato…ecco, è stato un bel momento in cui ho sentito che il mio piccolo contributo aveva valore!