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Siamo ormai alla terza sperimentazione del progetto dell’Orto Condiviso del Social Market Il Pane e le Rose.

Un’iniziativa nata al fine di offrire ai nostri utenti un’offerta di ortaggi auto-prodotti, biologici e a km0.

Per ora siamo impegnati nella produzione di patate, cipolle e aglio, tre generi di largo consumo nel nostro Social Market.

Nei giorni scorsi c’è stata la raccolta dell’aglio, che ha dato risultati molto positivi.

Abbiamo raccolto 30 kg di aglio. Un risultato in linea con lo scorso anno, considerando che quest'anno era stata messa a dimora solo una fila di piantine e non tre.

Nei prossimi giorni invece ci aspetta la raccolta delle cipolle, che l’anno scorso era stata un vero successo.

Il progetto viene reso possibile grazie alla collaborazione con l’Azienda Agricola Biologica "Sant’Antonio Abate" di Davide Casarini.

L’azienda, oltre ai terreni, mette a disposizione anche le conoscenze e le competenze di Davide sull’agricoltura biologica, un valore importante per la coltivazione dei nostri prodotti. Oltre al lavoro di gestione del progetto fatto da Riccardo Salami, coordinatore del Pane e le Rose, la riuscita delle raccolte è stata possibile soprattutto per merito dei volontari del Social Market, che si sono resi disponibili per queste attività.

Ringraziamo di cuore tutte le persone che hanno reso possibile questa prima raccolta: i nostri volontari, i ragazzi dei Fridays for Future di Carpi e quelli del gruppo Operai di Vita di Correggio!

 

Di seguito la testimonianza di Lorenzo Venuta, uno dei ragazzi dei Fridays for Future che ci hanno aiutati:

Fridays For Future Carpi è un movimento nato nel 2018 sull’ onda degli scioperi per il clima che spopolavano in tutto il mondo e coinvolge soprattutto giovani studenti che rivendicano il diritto ad un futuro migliore. 

Sabato 3 Luglio alcuni volontari di Fridays For Future Carpi hanno partecipato nella mattinata alla raccolta dell’aglio presso “Casa Regina della Famiglia”, nell’ambito del progetto di agricolo portato avanti da “Il Pane e le Rose”. Siamo convinti che i progetti di agricoltura sostenibile e solidale siano un modo per dimostrare che un sistema produttivo diverso, che non dipenda dalle grandi multinazionali e dal capitale è possibile. Le esperienze di produzione dal basso come questa, sono a nostro modo di vedere un modo per resistere ad un sistema insostenibile ed eticamente ingiusto.”

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