sprechi di cibo

Il pane oggi viene spesso disprezzato e buttato. Un delitto impunito, come delitto impunito è lo spreco di cibo che sottrae il nutrimento a chi cibo non ha.

(riportiamo integralmente l’articolo recentemente pubblicato su Famiglia Domani, nr 3/2021)

«È il pane che il Signore vi ha dato in cibo. Ecco che cosa comanda il Signore: «Raccoglietene quanto ciascuno può mangiarne, un omer a testa, secondo il numero delle persone che sono con voi. Ne prenderete ciascuno per quelli della propria tenda»». Così fecero gli Israeliti. Ne raccolsero chi molto, chi poco. Si misurò con l'omer: colui che ne aveva preso di più, non ne aveva di troppo; colui che ne aveva preso di meno, non ne mancava. Avevano raccolto secondo quanto ciascuno poteva mangiarne. 

Dal libro dell’Esodo, capitolo 16

Il pane: una volta non poteva mancare sulle tavole e spesso era la principale fonte di sostentamento.

Oggi invece, un po’ per moda e un po’ per dieta, quello che tradizionalmente è sempre stato il cibo dei poveri ha subito un forte calo dei consumi, che negli ultimi dieci anni si sono dimezzati a 80 grammi a testa al giorno, il minimo storico e una quantità lontana dai 1.100 dell’Unità d’Italia nel 1861.
La tendenza alla riduzione dei consumi tuttavia non si estende purtroppo agli sprechi, poiché il pane, insieme alle verdure fresche, è il cibo più frequentemente buttato nella spazzatura. 
Dei 72mila quintali prodotti al giorno, secondo una ricerca dell’Adoc del 2016, se ne butterebbero via 13mila per un valore di 120mila euro: due campi di calcio, riempiti e svuotati. Dato per fortuna in lento miglioramento, come registrato dalla Coldiretti, secondo cui lo spreco si starebbe riducendo con un italiano su due che riutilizza il pane avanzato il giorno dopo.

UN PROBLEMA RILEVANTE E COMPLESSO

Lo spreco alimentare è una questione etica, sociale, economica e ambientale, una problematica di grande complessità, che dovrebbe essere affrontata con il coinvolgimento di tutta la collettività, dagli enti pubblici alle imprese, alle scuole.

In questo senso, il progetto del Social Market Il Pane e le Rose di Soliera nasce proprio come iniziativa volta a favorire lo sviluppo di una cultura di attenzione e consapevolezza sui temi dello spreco alimentare e dei suoi effetti ambientali e sociali.

Il Pane e le Rose di Soliera è nato nel 2014 come progetto portato avanti dalla cooperativa sociale Eortè di Carpi, in collaborazione con il Comune di Soliera e sostenuto dall’Unione delle Terre d’Argine. Un’iniziativa che in questi sei anni ha cercato di portare avanti delle idee di società, socialità e solidarietà diverse.

È un progetto di una comunità contro la crisi, che si prende collettivamente cura di sé: questo, in sintesi, vuole essere “Il Pane e le Rose”, una risposta concreta ai bisogni delle famiglie in difficoltà, realizzata grazie alla pubblica amministrazione, ad aziende e commercianti, ma soprattutto mediante la cooperazione sociale e il volontariato.

RETE SOLIDALE

Il progetto del social market “Il Pane e le Rose” ha attivato una rete di solidarietà tra gli esercizi commerciali, la distribuzione organizzata, i laboratori artigianali, le attività industriali e agricole, l'associazionismo e i cittadini al fine di recuperare prodotti (soprattutto alimentari ma non solo) che vengono distribuiti tramite il social market ad una fascia di cittadini economicamente deboli ed in difficoltà.

Il Pane e le Rose funziona come un supermercato, ma non prevede il pagamento in denaro della spesa. L'accesso avviene infatti tramite la tessera rilasciata dai Servizi Sociali dell'Unione Terre d'Argine sulla base di un regolamento condiviso dai promotori e dal Gruppo di Coordinamento. I punti sono assegnati in base alla situazione lavorativa, reddituale e alla composizione del nucleo familiare.

Oltre a questo obiettivo sociale ed economico di aiuto alla spesa settimanale delle famiglie, il progetto ha diversi altri obiettivi, fra cui quello ambientale, perché una parte dei prodotti donati (produzioni in eccesso, prodotti con piccoli falli nelle confezioni, etc...) sarebbero invece destinati a diventare rifiuti. In aggiunta, il progetto ha anche un obiettivo educativo, grazie a percorsi di formazione lavorativa per i giovani e alle iniziative divulgative ed educative sul consumo e l’alimentazione consapevoli, la cura dell’ambiente, l’attenzione ai temi del recupero e del riciclo, e la corretta gestione del budget familiare.

UN OBIETTIVO ETICO

Infine, il Social Market ha anche un obiettivo etico, perché promuove la partecipazione ad un progetto di comunità che previene e contrasta l’emarginazione, a favore di una cultura della condivisione e dell’inclusone. Il Pane e le Rose infatti si sostiene soprattutto grazie al volontariato. Si può offrire il proprio tempo come addetto alla gestione del magazzino nei momenti di apertura al pubblico, della sistemazione dei prodotti negli scaffali e del carico e scarico delle merci in arrivo al magazzino, e della pulizia dei locali. Oppure si può diventare addetti ai trasporti. In questo caso il volontario si occupa del ritiro di merci presso i fornitori/donatori, del loro carico/scarico dal furgone, della sistemazione in magazzino e della registrazione dei prodotti arrivati.
Si può sostenere il progetto anche organizzando una colletta alimentare, coinvolgendo per esempio i colleghi di lavoro o le famiglie dei compagni di scuola, oppure scegliendo di donare una “spesa”. 

Secondo l’ultimo report delle attività del Social Market, nel corso del 2019 le famiglie che hanno usufruito del servizio sono state 83, e complessivamente il numero di nuclei famigliari accolti dal primo anno di attività del servizio è salito a 738 persone.

In 6 anni i volontari hanno offerto 10.000 ore di impegno e servizio gratuito, permettendo di recuperare e distribuire 50 tonnellate di cibo ai solieresi che ne avevano bisogno.

UN BISOGNO REALE

Una necessità imprescindibile per il territorio, soprattutto perché anche il 2019 ha confermato un trend già emerso negli anni precedenti. Se analizziamo infatti i dati relativi al periodo di permanenza delle famiglie all’interno del progetto, notiamo che circa un terzo di queste (29,69%) ha superato i 15 mesi, mentre il 15% di coloro che frequentano il Pane e le Rose lo fa da oltre 2 anni. Queste statistiche fotografano una situazione di reale necessità di parte della cittadinanza di Soliera, dovuta a una parziale immobilità socioeconomica del territorio.

Durante le 100 aperture del 2019 sono state effettuate 1891 spese da parte degli utenti, che hanno acquistato generi alimentari (freschi e a lunga conservazione), prodotti per l'infanzia, prodotti per l'igiene, materiale scolastico, giocattoli e libri.

La raccolta di questi prodotti è stata possibile grazie alla generosità di cittadini, supermercati, aziende agricole, attività commerciali, scuole e associazioni del territorio, oltre al
programma ministeriale Agea (basato su aiuti della Comunità 
Europea).

Un esempio concreto delle attività del Social Market è quello del Progetto Servizi, che attiva i commercianti e gli artigiani del territorio solierese perché forniscano servizi utili alle famiglie utenti del Social Market. Come avviene per la spesa alimentare, non c’è scambio di denaro, ma i servizi saranno acquistabili attraverso i punti che le famiglie hanno a disposizione. Sono servizi importanti per la vita quotidiana, che spesso però possono essere un problema nel bilancio famigliare. Si tratta dei servizi più diversi fra loro: il taglio e piega dal parrucchiere, corsi, laboratori e doposcuola, la revisione della macchina e tanto altro ancora.

Nel 2019 hanno aderito al progetto 8 attività del territorio, per un totale di 78 servizi singoli donati, di cui hanno beneficiato 29 nuclei famigliari.