Non si ferma la solidarietà dei cittadini di Soliera verso la popolazione dell'Ucraina, vittima di una guerra inattesa e sanguinosa.

Pochi giorni fa i volontari del social market “Il Pane e le Rose” hanno consegnato alla Protezione Civile ulteriori aiuti in generi alimentari e materiali sanitari a sostegno della popolazione dell'Ucraina e dei profughi giunti in Italia.

Il social market “Il Pane e le Rose” di via Serrasina 95 resta a disposizione di chi ancora voglia offrire il proprio sostegno, mentre per i profughi bisognosi di alloggio e di sostegno materiale (compreso il cibo) resta attivo il numero di telefono dei servizi sociali dell'Unione delle Terre d'Argine (059.8635288, dal lunedì al sabato 8.30-12.30; martedì e giovedì anche 14.00-16.30).

Solidarieta Ucraina

Il commento di Riccardo Salami, Responsabile del Social Market, su questa iniziativa di solidarietà:

“A seguito dell’invasione da parte russa dell’Ucraina anche nel nostro Paese si è attivata la macchina della solidarietà con l’obiettivo di portare aiuto e sostegno alle popolazioni colpite dalla guerra. Come Il Pane e le Rose abbiamo dato fin da subito la disponibilità per essere un punto di raccolta dei prodotti sul territorio solierese.

Per tre settimane oltre 120 persone, molte anche da fuori comune, si sono recate presso il Social Market per donare prodotti e beni di prima necessità.

Si è trattato di un grande momento di condivisione e di generosità, che ci ha colpiti profondamente. La mole di lavoro è stata significativa e, per diversi giorni, siamo stati occupati a smistare i diversi tipi di beni che ci venivano portati, che dovevano essere divisi e inscatolati secondo le varie tipologie. Dall’inizio della raccolta sono stati spediti 11 bancali, di cui la maggior è partita alla volta di Cernivci attraverso la Ong/Onlus IBO Italia, mentre i restanti sono stati conferiti presso il centro di raccolta a Carpi, dove verranno redistribuiti alle famiglie accolte sul territorio.

Attualmente abbiamo dato la nostra disponibilità ad accogliere le famiglie presenti sul territorio affinché possano recarsi presso l’emporio per fare la spesa, e siamo in attesa di una decisione in merito da parte dell’Unione delle Terre d’Argine.

Voglio fare un ringraziamento particolare ai volontari del Social Market, che ancora una volta hanno dimostrato il loro valore, umano ancora prima che “professionale”, facendo spesso doppi turni per sopperire all’emergenza.

Vorrei infine condividere con voi le parole di Roberta, volontaria del Pane e le Rose, che ci danno anche lo spunto per una riflessione che va oltre l’emergenza: “ho avuto la fortuna di essere di turno al social market nei pomeriggi dedicati alla raccolta delle donazioni per la popolazione ucraina. La definisco fortuna perché vedere con i miei occhi l'enorme generosità delle persone (ditte, privati, scuole,…) è stato veramente emozionante. Macchine piene e persone sorridenti, che nel donare, ringraziavano. E non parliamo di vestiti usati o vecchi giocattoli, ma di cibo, prodotti per l'igiene, farmaci e prodotti di parafarmacia; beni acquistati appositamente per essere donati.

Bancali e bancali di prodotti. Siamo spesso portati a pensare che le persone siano egoiste, chiuse nel proprio mondo, ma in realtà sono capaci di enorme empatia e di slanci di generosità impressionanti.

Certo, il bombardamento mediatico ha sicuramente influenzato tutto questo, e purtroppo sappiamo benissimo che l'attenzione e il sostegno della gente dopo un po' di tempo tendono a scemare. Chi pensa più (con le dovute eccezioni) alle donne afgane, alla guerra in Siria, in Iraq, per non parlare poi dei conflitti più lontani da noi, nel Mali, nello Yemen? Lontani non solo nel senso della distanza, ma anche lontani come sentimento… ovvero ci sentiamo molto più coinvolti quando le tragedie succedono a persone vicine (fisicamente ma anche culturalmente) a noi.

Certo, è umanamente comprensibile: metterci nei loro panni ci risulta molto più facile, ma ciò non toglie che anche chi ci è più lontano, meno affine, ha ugualmente bisogno, e a volte anche più degli altri. La guerra in Ucraina, un Paese vicino a noi, con una popolazione e una cultura simili alla nostra ci ha fatto capire che nessuno è al sicuro, che potrebbe capitare anche a noi. Bene, siamo capaci di empatia, di generosità, e l'abbiamo dimostrato. Speriamo di continuare ad esserlo anche con chi è vittima di conflitti in altri continenti, con chi è di un altro colore o di un'altra religione”.